Sono interista. Sono un adoratore di cani. Sono un giornalista di una famosa rivista. Sono uno che vive così, leggero. Sono uno che nella vita vuole fare un sacco di soldi e basta. Sono uno normale, insomma: una crema di liquirizia. Sono. E questo può bastare. Ah, dimenticavo: sono il Re dei Cazzoni (fuor di metafora).

Sono un Cazzaro con la coscienza critica. Sono «solo un fantastico, adorabile, irresistibile paraculo» (così disse Signorina M).
beneamata
dagospia
edi
il posto delle fragole
per momenti estatici/1
pussipussi
rickdeckard
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Mamma mia che botta! Mi sono ripreso questa mattina, grazie a un po' di messaggi piombati sul mio cellulare. Ma questi sono cazzi miei e che ve ne freghi o non ve ne freghi (più la seconda, vero?) rimangono tali.
Piuttosto.
Piuttosto, ieri, dopo giorni di delirio, mi sono detto:
«Basta, devo andare a cagare. Solo a cagare».
Ho lasciato i cellulari sulla scrivania, i pensieri davanti al desk, le sigarette nello zaino, i post-it sulle cose da fare non fare attaccati ovunque. E sono andato in bagno. Chiusa la porta dietro di me ho partorito questa riflessione:
«Questo è un momento solo mio». Un momento sacro. Dove penso solo a me e a me stesso. Punto.
Non mi capitava da un bel po' di tempo.
E i vostri momenti sacri quali sono?
Chessò: la pisciata di prima mattina, la sigaretta prima di dormire...O?
